LE RUSPE IGNORANTI

Ieri Matteo Salvini, che ogni tanto ci tocca nominare come si fa con l’herpes, si è fatto un giretto ASSOLUTAMENTE non elettorale nel Villaggio (si fa per dire) Attrezzato di Castel Romano.
Nel video che ha postato su Facebook rende conto dello stato di completo degrado e abbandono in cui vivono centinaia di persone. Raccoglie testimonianze, lascia dire a qualcuno degli abitanti qualcosa di ovvio: che loro non vogliono restare lì, e che sarebbero lieti della chiusura di quella piccola fabbrica di esclusione sociale.
Salvini fa la sua fiera promenade tra le casette ammaccate, non dimenticando mai di comparire in inquadratura.
Sulla sua pagina Facebook posta il video accompagnandolo a un breve post che è il solito compendio dei suoi sproloqui, con la solita RUSPA, rigorosamente in caps lock.

Ovviamente “ruspa” non compare nel video, quella parola oscena non viene pronunciata davanti ai rom che si ammassano intorno a lui. Lo scrive dopo, lasciando i suoi a scatenarsi nei commenti: diamogli fuoco, fanno schifo, i topi sono meglio di loro.

Tralasciamo le considerazioni sull’ingenuità di chi si è lasciato filmare al fianco del più importante razzista del momento, legittimando poi tutto ciò che ne consegue. Il problema è che a Castel Romano non c’è più nessuno. Quelle istituzioni che lo hanno eretto sono fuggite, hanno smantellato qualunque iniziativa in favore di quelle persone e, cancellando in un secondo il Progetto di Scolarizzazione, hanno allontanato da quel luogo anche noi.
In quel vuoto, un vuoto abitato da centinaia di uomini e donne, e da centinaia di bambini, non poteva che infilarsi lui. Probabilmente è anche colpa nostra, anzi lo è di sicuro, ma quello che è accaduto ieri nel “più grande campo rom d’Europa” è un piccolo compendio di ciò che accade quando si smette di presidiare i luoghi dove vengono negati i Diritti.

 

Teniamo le antenne dritte.

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